Terza Manifestazione Nazionale #Stopcasteller

OOPS… WE DID IT AGAIN!
VI ASPETTIAMO SABATO 3 LUGLIO A TRENTO PER LA TERZA MANIFESTAZIONE NAZIONALE #STOPCASTELLER!

Dopo un anno di restrizioni e limitazioni, siamo prontз a scendere nuovamente in piazza per la terza manifestazione nazionale #StopCasteller, per liberazione degli orsi rinchiusi nella prigione del Casteller e di tutti gli animali, umani e non.

Siamo stufз delle bugie di Fugatti, di Zanotelli e della PAT, che continuano a mentire sulle reali condizioni degli orsi rinchiusi al Casteller, così come hanno fatto sulla deportazione di DJ3 e sulla gestione dei grandi carnivori nell’ultimo report.

Siamo stufз del greenwashing e delle becere politiche speciste del Ministero della Transizione Ecologica, che non ha alcun interesse nella tanto decantata salvaguardia della fauna selvatica.

Siamo stufз della criminalizzazione delle nostre proteste, che ha visto come mossa più recente la ridicola attribuzione di una scorta a Fugatti.

Siamo stufз dei tentativi di zittirci, utilizzando misure anti-COVID come misure repressive del dissenso, come è avvenuto sabato 5 giugno a Trento e come avverrà a Venezia per il G20.

Per tutti questi motivi, ma soprattutto perché non ci fermerremo finché tuttз lз orsз non saranno liberз, vi aspettiamo numerosissimз sabato 3 luglio a Trento per la terza manifestazione nazionale
#Stopcasteller

SMONTIAMO LA GABBIA!

Per rimanere aggiornatз sulla manifestazione seguite le nostre pagine Facebook e Instagram, oppure scriveteci privatamente per essere inseritз nella mailing list.

Organizzeremo dei pullman dalle principali città del centro e nord Italia, scriveteci privatamente da dove venite e in quantз siete, così iniziamo a organizzarli. Vi aspettiamo!

Assemblea pubblica verso la manifestazione del 10 aprile

Il 10 aprile a Trento vogliamo costruire una grande manifestazione per chiedere a gran voce la liberazione di M49, DJ3 e M57, orsə rinchiusə nella prigione del Casteller.
Vogliamo costruire insieme quella giornata, con un’assemblea pubblica attraversabile da chiunque in questi mesi si sia mobilitato per la chiusura del Casteller, così come da chi voglia iniziare a farlo da ora.
Vi aspettiamo sabato 3 aprile, alle 15, alla piazza di Piedicastello.

“Non è un paese per orsi” – webinar

“Non è un paese per orsi”

Webinar, mercoledì 24 febbraio ore 18.30

  • Progetto Life Ursus: perché il modello trentino non funziona
  • La convivenza uomo orso in altri territori
  • Campagna #StopCasteller: obiettivi e posizionamento politico

In diretta sulle pagine facebook di Assemblea Antispecista e Centro sociale Bruno e su csbruno.org

 

Smontiamo la gabbia: seconda manifestazione nazionale #StopCasteller

Sabato 10 aprile a Trento, piazza Fiera ore 15

English flyer (pdf)

Fra il 1999 e il 2002 viene realizzato nella Provincia Autonoma di Trento il Progetto Life Ursus, finanziato dall’Unione Europea con finalità di ripopolamento dell’orso bruno, all’epoca sostanzialmente estinto nell’arco alpino. Evidentemente, in una fase iniziale si pensava che qualche orsə nei boschi non potesse che fare bene a turismo e casse provinciali, ma nel giro di pochi anni ci si rende conto che la presenza dell’orso Yoghi non è compatibile con un modello di turismo consumista e invasivo, inserito in un territorio ampiamente antropizzato.
Ed ecco il risultato 20 anni dopo: 34 orsə “indisciplinatə” sono scomparsə, uccisə e imprigionatə. Tra loro M49, M57 e DJ3, attualmente detenutə nella prigione del Casteller. M49 evade clamorosamente, superando e forzando barriere e recinzioni apparentemente invalicabili nella notte del 15 luglio 2019 (neanche un’ora dopo esser stato catturato a causa delle numerose denunce di danni da parte degli allevatori della zona) e il 27 luglio 2020, per poi venire nuovamente catturato a settembre dell’anno scorso. DJ3 (la figlia di Daniza, l’orsa forse più tristemente nota nella mala gestione della provincia di Trento) è reclusa da ben 10 anni, ovvero metà della sua vita, ed M57 è riuscito a trascorrere solo due anni in libertà prima di essere imprigionato. La vita media di un orsə in natura è fra i 30 e i 35 anni.

A fine settembre dell’anno scorso è uscito il rapporto CITES, che ha definito le condizioni psico-fisiche dellə tre plantigradə come «inaccettabili». E se erano «inaccettabili» persino per gli organi di controllo istituzionali, quelli che propongono attraverso le associazioni veterinarie la costituzione di “comitati etici” per ripulirsi la faccia con la solita favola del “benessere animale”, significa che la situazione è davvero grave. Ed è proprio per questo motivo che, a distanza di cinque mesi, mesi in cui il rapporto CITES è stato nei fatti bellamente ignorato dalla PAT e dallo stesso ministro Costa, con la connivenza dell’ISPRA, abbiamo deciso di mostrare noi stessə quali sono le condizioni dellə orsə detenutə al Casteller: https://fb.watch/3y1-1IBXRz/.
La classe politica che ha governato il Trentino ha più volte dimostrato tutti i limiti e l’ipocrisia di una visione antropocentrica della convivenza con gli altri animali. Ovviamente le cose non sono né cambiate né migliorate dall’insediamento della nuova giunta leghista (sì, proprio loro: i machisti dei banchetti a base di carne d’orso).

I milioni di euro che per il Progetto Life Ursus la PAT ha ricevuto dall’UE andavano spesi molto diversamente: progetti di educazione nelle scuole, formazione mirata allə operatorə turisticə, sensibilizzazione e informazione a tappeto a residenti e turisti, nell’ottica di una convivenza pacifica e rispettosa. Prendere dellə orsə, piazzarlə sul e toglierlə dal territorio, ucciderlə, imprigionarlə, mostrarlə, nasconderlə, ecc… a seconda delle esigenze del potere, non è stato, non è tuttora e non sarà mai una soluzione accettabile, tantomeno se la necessità della coercizione fisica di questi animali viene giustificata con il fatto che i selvatici hanno la “pessima” abitudine di comportarsi da tali.
Gli animali selvatici non sono peluche, non sono quelli depressi e tristi che vediamo negli zoo, resi inoffensivi dalla rassegnazione e dalla prigionia coatta. Sono orsə che, come tutti gli individui, vogliono “solo” vivere liberə e che, come chiunque altrə, se si sentono infastiditə o minacciatə reagiscono e si difendono. Orsə che si comportano da orsə, insomma.

Come gli esseri umani da sempre resistono alle oppressioni e alle discriminazioni, anche tutti gli animali non umani mal sopportano prigionia e sfruttamento, aggrediscono per difendersi e provano a fuggire, talvolta con successo. È ora di aprire gli occhi, di comprendere che gli animali non umani sono i primi resistenti del movimento di liberazione animale. È ora di smettere di pensare che gli altri animali siano “creature senza voce”, per le quali è necessario usare la nostra. Questo silenzia le loro esperienze di resistenza. Oltre la narrazione tossica dell’animalismo “classico”, che vede gli altri animali come inermi, per cui solo degli esseri umani illuminati possono adoperarsi a salvarli, esiste una consistente storia di ribelli e di resistenza ancora tutta da raccontare, di fronte alla quale il posizionamento degli individui umani non può che considerarsi come mera complicità. Riconosciamo la resistenza animale come una forza socialmente non trascurabile, una forza in grado di muovere le energie di associazioni, singole persone e gruppi locali verso una complicità che può essere definita senza dubbio politica. Una complicità attiva che si esprime nella consapevolezza di condurre lotte comuni tra oppressə, indipendentemente dalla specie di appartenenza. Aprendoci alla possibilità di adozione di un inedito sguardo decoloniale, scegliamo di decostruire il nostro privilegio di specie per metterlo al servizio della resistenza animale.
Nell’operato della giunta Fugatti in questo particolare frangente riconosciamo con evidenza le stesse politiche repressive nei confronti di tutti quei corpi indecorosi e non conformi che varcano confini ed esprimono volontà di autodeterminazione, che moltissime volte abbiamo visto all’opera nei più disparati contesti di resistenza. Da sempre solidali con la lotta di chi viola i confini per riprendersi la libertà, ci schieriamo senza esitazione dalla parte dellə orsə.

Nella persecuzione contro di loro nella nostra piccola e periferica provincia non possiamo non individuare la comune matrice della più grande persecuzione ai danni di tutte le forme di vita terrestri che sta determinando a livello planetario la catastrofe climatica ormai alle porte.

Per questa ragione, nella decisione di schierarci a fianco di questi corpi resistenti, facciamo appello per allargare la mobilitazione a tutte le soggettività e ai collettivi impegnati nelle lotte anticapitaliste, femministe ed ecotransfemministe, antirazziste, antifasciste e per la giustizia climatica, a tuttə coloro che credono che la mobilitazione contro la guerra totale al vivente attualmente in corso da parte del sistema capitalista vada fermata non tanto per “salvare [sic!] il pianeta”, ma per provare a garantire a tutte le specie il diritto di continuare ad abitare sulla Terra. Crediamo fermamente che solo l’intersezione di tutte queste lotte possa ambire a scardinare il paradigma del capitalismo antropocentrico che ci sta inesorabilmente conducendo verso la sesta estinzione di massa. Un paradigma che distrugge e strappa territori ad animali umani e non, capitalizzando ogni respiro, e che avvelena anche il linguaggio e il pensiero, silenziando e minorizzando tutte quelle identità non conformi al modello colonialista, maschio e bianco.

Noi non ci stiamo e ci batteremo perché i prossimi mesi e anni vedano una nuova ondata di ribellione globale generalizzata.
Abbiamo iniziato questo percorso il 18 ottobre 2020 e siamo assolutamente intenziontə a continuare. Restituiamo allə orsə i boschi e le montagne in cui sono natə liberə.


Dalla parte della resistenza animale: sabato 10 aprile smontiamo la gabbia!

Per info su pullman dalle varie città e altri dettagli: evento facebook

Assemblea on line StopCasteller

Dopo il grande corteo di ottobre che ha visto centinaia di persone attraversare i boschi e i sentieri attorno alle gabbie del Casteller è giunto il momento di consolidare questa campagna.

Anche a fronte dei lavori che inizieranno sull’area per allargare la struttura in modo da poter “accogliere” nuovi orsi giudicati problematici e della manifestazione nazionale proposta da un dubbio coordinamento di animalisti “apolitici” prevista per la metà di marzo, mai come oggi sentiamo la necessità di confrontarci e rilanciare la campagna #StopCasteller attraverso nuove iniziative.

Per noi è fondamentale che la lotta contro quelle gabbie e ciò che rappresentano sia condivisa con chiunque senta la necessità di accostare l’antispecismo all’anticapitalismo e viceversa.

Per questo lanciamo un’assemblea online il 27 gennaio a cui invitiamo tutte le realtà territoriali e nazionali interessate. Di fronte alla sorda spietatezza con la quale la giunta Fugatti porta avanti questa campagna anti orso non possiamo più stare fermə a guardare. Speriamo quindi di vedervi in tante e tanti per ricominciare insieme a lanciare un messaggio forte: STOP CASTELLER.

Smontiamo la gabbia

Smontiamo la gabbia, Orsi liberi – corteo verso il Casteller

https://www.facebook.com/events/338039197258398