La situazione degli orsi in Trentino e la campagna #StopCasteller

Che cosa è successo in Trentino dal progetto Life Ursus, avviato nel 1999, ad oggi? Qual è stata e qual è la situazione per gli orsi? Abbiamo cercato di spiegarvelo in questo articolo.

Nel 1999, con l’acceso ai fondi LIFE Natura dell’Unione Europea, prende il via il progetto Life Ursus per la tutela della popolazione dell’orso bruno del Brenta. Promosso dal Parco Naturale Adamello Brenta in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento (PAT) e l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (oggi ISPRA), il progetto prevede il reinserimento di una decina di orsi adulti provenienti dalla Slovenia sul territorio del parco, con l’obiettivo di ricreare in 20-40 anni una popolazione di orsi di circa 40-50 individui. Al progetto partecipa, fra i partner, anche l’Associazione Cacciatori Trentini, che collabora tuttora al monitoraggio degli orsi.

Terminato lo studio di fattibilità e approvate le linee guida e i protocolli di intervento da parte di PAT e ISPRA, inizia la fase operativa con l’immissione di due esemplari: Masun e Kirka. Tra il 2000 e il 2002 segue un’altra fase di cattura di orsi in Slovenia e altri otto individui vengono rilasciati nel territorio del parco, per un totale di 10. Tutti sono muniti di radio-collare e di due marche auricolari emettitrici. Intanto, fra il 2001 e il 2005, l’Unione Europea accorda ulteriori finanziamenti per il progetto

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Assemblea Antispecista e #Stopcasteller On Tour

#StopCasteller ON TOUR!

Ecco dove trovarci nei prossimi mesi!💥

📌14 LUGLIO – Sherwood Festival @ Padova
Presentazione del libro “Smontare la gabbia” e della campagna #StopCasteller con Marco Reggio, co-autore del libro, e Francesca Manzini del Centro Sociale Bruno.
Qui Evento Facebook

📌 15 LUGLIO – live su Radio Onda Rossa 87.9 – interventi di Paola Canonico, Marco Reggio, Francesca Manzini sulla campagna #StopCasteller.
Ascoltabile in diretta qui: player.ondarossa.info

📌 24 LUGLIO – Conferenza-Dibattito “Femmine umane e femmine animali: il corpo è nostro, riprendiamocelo!” di Scrofeinrivolta al VegImagna Festival @ Corna Imagna (Bergamo)
Info e prenotazione (obbligatoria): Programma 24 Luglio

📌 31 LUGLIO – Cristina Renoldi e Giulio Sapori presentano la campagna #StopCasteller a CaVegAntispecista 2021 – XI Edizione @ Grado (Gorizia)
Prenotazione obbligatoria via mail tamarasandrin@virgilio.it o cell. 3714551002.

📌 7 AGOSTO – Presentazione della campagna #StopCasteller  con Ippoasi e Teatrofficina Refugio  a  @ Livorno
evento in creazione

📌7 AGOSTO – Performance artistica “RABBIA-GABBIA”, @ Chiavenna (Sondrio)
evento in creazione

Saranno occasioni per ritrovarci, creare dibattito e anche per conoscere nuove persone interessate alla campagna e allargare la nostra rete contatti. Vi aspettiamo!

Comunicato Stampa Campagna #Stopcasteller Manifestazione 5 Giugno

Piazza Duomo a Trento occupata dallз attivistз per la giustizia climatica e della campagna #Stopcasteller per protestare contro il ministro Cingolani al Festival dell’Economia.

“Non accettiamo le sospensioni alla libertà di manifestare. La città è lo spazio delle politiche pubbliche”.

“Al neo-ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani non interessa l’ecologia ma l’industria green, che cerca nuove fonti di profitto nel disastro ecologico in corso”.
Lз attivistз antispecistз della campagna #StopCasteller – che da tempo lottano per la libertà degli orsi in Trentino – si sono unitз oggi al Centro Sociale Bruno e Rise Up 4 Climate Justice per protestare al Festival dell’Economia di Trento contro il ministro Cingolani e contro un modello economico industriale che ha portato al collasso ecologico.
Lз attivistз hanno raggiunto il centro della città e, in Piazza Duomo, hanno esposto le ragioni della loro protesta nonostante le restrizioni da zona rossa imposte per ostacolare la manifestazione.

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Lettera Aperta al Ministro della Transizione Ecologica Cingolani

Ministro Cingolani,
Ci troviamo oggi costrettз a scriverle per ricordarle le sue responsabilità in quanto ministro della transizione ecologica rispetto alla situazione dell’orso bruno in Trentino. L’ex ministro dell’ambiente Sergio Costa si è più volte espresso negativamente sull’operato della Provincia Autonoma di Trento (d’ora in poi PAT), ma non si è di fatto adoperato in alcun modo per tutelare la vita degli orsi. Dopo tre mesi e mezzo dall’inizio del suo mandato e nonostante il sollecito dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), lei non si è ancora espresso in merito e ci chiediamo se lo farà il 5 giugno, in occasione del suo intervento su “Transizione giusta e territori” al Festival dell’Economia che si terrà proprio a Trento.

Il Ministero della Transizione Ecologica ha funzioni in materia di tutela della biodiversità e degli ecosistemi, quella stessa biodiversità e quegli stessi ecosistemi che la PAT sta distruggendo con un modello di turismo insostenibile e l’iperantropizzazione del territorio alpino. Il Ministero dovrebbe anche svolgere un ruolo di indirizzo e vigilanza sulle attività dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), quello stesso istituto che appoggia deliberatamente il piano di sterminio dell’orso bruno che è stato messo in atto dalla PAT.
Secondo la Convenzione di Berna, ratificata dall’Italia con la legge n. 503 del 5 agosto 1981, l’orso bruno è una specie di fauna rigorosamente protetta.
Secondo la Convenzione di Washington sul Commercio Internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di Estinzione (CITES), resa esecutiva dall’Italia con legge n. 150 del 7 febbraio del 1992 e modificata dalla legge n. 59 del 13 marzo del 1993, integrata dal D.Lgs. n. 275 del 18 maggio 2001, il commercio dell’orso bruno è regolamentato per evitare uno sfruttamento incompatibile con la sua sopravvivenza.
Secondo la Direttiva Habitat 92/43/CEE, recepita dall’Italia con il DPR n. 357 dell’8 settembre 1997, modificato e integrato dal DPR n. 120 del 12 marzo 2003, l’orso bruno è una specie di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa. Inoltre, la legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 inserisce l’orso bruno tra le specie particolarmente protette.
Ma se il quadro normativo comunitario, europeo e nazionale impone allo Stato italiano la responsabilità di assicurare un soddisfacente stato di conservazione alle popolazioni di orso bruno presenti sul territorio nazionale e ai loro habitat, e impegna le Regioni a mettere in atto le azioni di tutela, gestione e monitoraggio delle stesse, com’è possibile che la PAT negli ultimi vent’anni abbia impunemente ucciso e imprigionato 37 orsi?

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Contro la criminalizzazione della campagna #Stopcasteller

Con il seguente comunicato stampa, gli attivisti della campagna #StopCasteller respingono ogni implicazione nella vicenda delle presunte minacce e degli insulti al presidente della Provincia Autonoma, Maurizio Fugatti

“La nostra contestazione è politica e per questo non è mai scesa sul personale minacciando l’incolumità fisica di chicchessia”

“Si tenta di criminalizzare e screditare una legittima opposizione al modello di gestione imposto dalla PAT che ingabbia o stermina la fauna selvatica”

Gli attivisti della campagna #StopCasteller rispondono e rigettano con forza le insinuazioni su una loro presunta implicazione nelle minacce e negli insulti rivolti a Maurizio Fugatti, che hanno portato la prefettura ad assegnargli due persone di scorta.
“Come intuibile dallo stesso nome – commentano gli attivisti di Assemblea Antispecista e Centro Sociale Bruno –  la campagna #StopCasteller rifiuta quella gabbia che è il Casteller
E contesta le politiche segregazioniste dell’attuale giunta, sorde alla possibilità di una convivenza con gli altri animali, con i quali condividiamo il territorio.
La contestazione è quindi politica. E per questo mai è scesa sul personale, minacciando l’incolumità fisica di chicchessia.

“I giornali hanno insinuato un collegamento fra le minacce ricevute da Fugatti e la nostra campagna per la liberazione degli orsi: viene il dubbio che, in questa operazione politico-mediatica, l’interesse non sia volto a capire come si sono svolti i fatti (chi ha minacciato e quando), ma la confusione di informazioni sia funzionale alla criminalizzazione della campagna e alla vittimizzazione dei politici al potere, che in questo modo si trincerano ancora di più nel Palazzo, con tanto di scorta armata. Invitiamo inoltre a non confondere la campagna #StopCasteller la con la manifestazione animalista del 2 maggio da cui ci siamo pubblicamente dissociati
“Riteniamo che le disposizioni di sicurezza attuate a difesa del presidente Fugatti abbiano quindi la funzione di criminalizzare la legittima critica verso le politiche attuate da questa giunta nei confronti degli animali selvatici e, nello specifico, degli orsi. L’intento è quello di spostare il focus dal cattivo operato della giunta ai “pericolosi animalisti” per essere legittimati, agli occhi dell’opinione pubblica, a perseguirci in nome, ancora una volta, dell’ordine pubblico”.”La politica è lotta e contestazione, da sempre. E noi lo rivendichiamo. Pensiamo che le politiche attuate da questa giunta, in relazione alla convivenza tra umani e non-umani, siano fondamentalmente sbagliate. E abbiamo il diritto di contestarle. Chi criminalizza la contestazione ha perso il significato di cosa sia la politica.”

No alla Deportazione di DJ3

La conferma del trasferimento dell’orsa DJ3 in uno zoo in Germania, trapelata da fonti vicine alla Provincia di Trento nei giorni scorsi, è arrivata ieri. Nel corso di una diretta streaming di LAV, il generale dei Carabinieri del Cites, Massimiliano Conti, ha confermato il nulla osta per il trasferimento dell’orsa trentina, figlia della tristemente nota Daniza, reclusa al Casteller da 10 anni per aver predato una pecora.

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Non solo Casteller: di San Romedio, Spormaggiore e Zoo in Germania

Nonostante l’obiettivo della nostra campagna #StopCasteller sia la chiusura del Casteller e la liberazione degli orsi, il carcere per plantigradi di Trento non è l’unico.
Con questo post cerchiamo di fare un po’ di chiarezza anche su altri luoghi in cui vengono detenuti questi grandi carnivori, luoghi orribili almeno quanto il Casteller.

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Comunicato Stampa Campagna Stopcasteller

Attivistə da tutta Italia oggi a Trento hanno restituito alla Provincia un pezzo della recinzione che tiene prigionieri gli orsi del Casteller, tagliata durante la manifestazione dello scorso ottobre
«Questa rete è più appropriata attorno alla Provincia perché ad essere problematici non sono gli orsi ma gli amministratori che li hanno rinchiusi»
«La Provincia autonoma non può avere il potere di vita o di morte sugli animali oggi rinchiusi e su quelli liberi, che rischiano l’abbattimento. Saremo a fianco degli orsi finché la loro persecuzione non finirà»
«Il video sulle condizioni in cui sono detenuti gli orsi ha fatto crescere l’indignazione e il desiderio della loro liberazione. Presto o tardi smonteremo quella gabbia»
Oggi a Trento, dopo la diffusione del video girato illegalmente da alcuni attivisti, centinaia di persone da tutta Italia sono scese in piazza, accomunate dallo sdegno per le terribili condizioni dei tre orsi rinchiusi nel carcere di massima sicurezza del Casteller e per esprimere contrarietà alle assurde posizioni della Giunta Provinciale.

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